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  • INSEGNANTE O MAESTRO?

    "La differenza tra un insegnante e un maestro per passione è... che l'insegnante sogna di insegnare mentre il maestro per passione vive imparando".

  • CRESCERE DIVENTANDO FELICI

    "A scuola mi chiesero come volevo essere da grande. Io scrissi "essere felice". Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita".

mercoledì 14 febbraio 2018

Ecco a voi un'altra risorsa imperdibile, una griglia utile per eseguire moltiplicazioni in colonna con le migliaia e con moltiplicatore a due cifre. Con questa gliglia gli alunni o i vostri bambini non sbaglieranno nel mettere in colonna i numeri, rispettando così il valore posizionale delle cifre.






martedì 13 febbraio 2018

La moltiplicazione araba (o a gelosia, o a graticola, o per reticolo) è un metodo per eseguire le moltiplicazioni, diffuso in Italia dal Liber Abaci di Leonardo Fibonacci. Il metodo è molto antico e sarebbe probabilmente rimasto il più popolare se non fosse stato difficile riprodurre la griglia nelle opere a stampa. Originario dell'India, è giunto in Europa attraverso le opere di matemat i ci arabi e persiani. 

"El sexto modo di multiplicare e chiamato gelosia ouer per grat icola. E chiamase per questi nomi, perche la dispositione sua quando si pone in opera torna a moda di graticola ouer di gelosia. Gelosia intendiamo quelle graticelle che si costumono mettere ale finestre de le case doue habitano donne acio non si possino f acilmente vedere o altri religiosi di che molto abonda la excelsa cita de Vinegia. E non e maraveglia chel vulgo habi trovato questi vocabuli a tali operationi, peroche ancora li astronomi hano asumpto el nome de molte stelle e siti loro, da animali e form e terrestri materiali"(Pacioli, 1494).

I due numeri da moltiplicare vengono scritti ai lati di una tabella, con tante righe e colonne quante sono le cifre dei due fattori. In ogni cella della tabella viene poi tracciata una diagonale che suddivide la cel la stessa in due triangoli destinati a contenere i risultati parziali della moltiplicazione. In ciascuna cella si scrive il prodotto parziale, cioè il risultato della moltiplicazione delle cifre dei fattori che identificano la riga e la colonna che si incr ociano in corrispondenza della cella considerata; si pongono le decine nel triangolo superiore e le unità nel triangolo inferiore. Si sommano poi i numeri scritti nelle strisce in diagonale, considerando eventuali riporti, a partire dall'ultima striscia in basso e a destra e scrivendo in corrispondenza della striscia il risultato ottenuto.

La moltiplicazione araba riduce la possibilità di commettere errori perché non è necessario ricordare i riporti ; basta conoscere, o avere a disposizione, la tavola pitagorica e saper eseguire le addizioni. Aiuta inoltre ad individuare l ’ ordine di grandezza che si ottiene moltiplicando fra loro le cifre. L'unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal disegno del reticolo.
I bambini con DSA e non solo hanno difficoltà a mettere in colonna i numeri rispettando il valore posizionale delle cifre, in giro sul web ci sono tante risorse similari che aiutano molto nel lavoro in classe e a casa. 
Di seguito troverete delle griglie o schemi per eseguire in colonna addizioni e sottrazioni con le migliaia, ho notato che in giro che non se ne trovano pronte da stampare... spero vi siano utili!
Prossimamente pubblicherò altre griglie utili come strumenti compensativi; segui gli aggiornamenti... vi aspetto anche nella mia PAGINA FAN (facebook) clicca qui: https://www.facebook.com/maestrocarmelodisalvo/

sabato 3 febbraio 2018

Comprendere un testo scritto è un processo complesso che implica l'attivazione di diverse risorse cognitive, in serie e in parallelo. Semplificando, possiamo dire che si inizia con la visione dei segni sulla carta (unità grafiche) che vengono decodificati e trasformati in parole, sintagmi e frasi, cioè in unità linguistiche. Queste devono essere elaborate per estrarnei significati: è il processo di comprensione, che riguarda anche i testi orali. 
Per comprendere occorre collegare tra loro le unità linguistiche dell'input, integrando porzioni del testo con il suo co-testo. Allo stesso tempo, ogni singola unità linguistica, e le macro-unità assemblate nel processo di collegamento, deve essere interpretata, deve essere cioè collegata al mondo dei concetti. Le informazioni nuove, provenienti dal testo, vengono così integrate con quelle note, attraverso l'attivazione di schemi cognitivi generali e astratti, che costituiscono la base di ogni nostra conoscenza.
In questo processo il lettore cerca attivamente di dare un senso a ciò che legge, controllandone la coerenza con altre porzioni del testo e con ciò che già si sa. D'altra parte, un testo non può mai dire tutto e deve dare molto per sottinteso: l'attività di collegamento si basa dunque su una serie di inferenze, di ragionamenti, il più delle volte impliciti, con i quali il lettore colma le lacune, integra le informazioni in un tutto coerente, trae le conseguenze di ciò che sta leggendo, rivedendo eventualmente le sue conoscenze generali. 

--- > La guida proposta è frutto del Periodo formativo “Intercultura e integrazione degli studenti stranieri” organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento per docenti della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado e della formazione professionale, con l’obiettivo di formare, all’interno di ogni istituzione scolastica e formativa presente sul territorio trentino, un docente con specifiche e approfondite competenze che gli consentissero di divenirne punto di riferimento per l’ambito interculturale.  
La guida tratta l'argomento dei 'buoni testi', testi cioè che favoriscano la comprensione. Per valutare un testo occorre in primo luogo distinguere tra le nozionidi leggibilità e comprensibilità. La prima si riferisce agli aspetti più superficiali del testo e viene misuratamediante apposite formule di leggibilità, come l'indice di Flesch o l'indice Gulpease, basate sul calcolo della lunghezza media delle frasi e delle parole. Testi con frasi lunghe e parole lunghe (che, è stato osservato, corrispondono spesso alle parolemeno comuni) avranno un valore di leggibilità più basso di testi con frasi brevi e parole brevi. La leggibilità riguarda inoltre anche aspetti materiali del testo, come il formato e la dimensione dei caratteri o la disposizione grafica della pagina. La comprensibilità invece ha a che fare con l'interazione tra un testo e il suo lettore e non può essere misurata automaticamente mediante una formula. Un testo può contenere solo frasi e parole brevi, eppure risultare del tutto oscuro a causa della lacunosità e disorganizzazione delle informazioni.  

venerdì 2 febbraio 2018

Cosa sono le prove strutturate o oggettive? Queste prove nascono dal progetto di coniugare le istanze emerse nel RAV (Rapporto di Auto-Valutazione e le priorità del PDM (cioè il Piano di Miglioramento),  in riferimento a:
  • riduzione della variabilità dei livelli di competenza tra le classi e nella classe;
  • innalzamento dei livelli di apprendimento, dei livelli motivazionali e dei risultati nelle prove standardizzate nazionali.
La scuola ha l’obbligo di migliorare il successo formativo di tutti gli studenti, assicurare il raggiungimento di alcuni livelli essenziali di competenza ed innalzare gli esiti scolastici e le performance cognitive di quelli più in difficoltà.
A tal fine i docenti coniugano l’attività didattica ed educativa con le reali condizioni in cui operano ed utilizzano prove strutturate comuni per classi parallele con le caratteristiche dei test INVALSI.

Obiettivi di processo
  • Somministrare periodicamente prove strutturate comuni per classi parallele (almeno due nel corso dell’anno, una per ogni quadrimestre), monitorare gli esiti e attivare interventi specifici.
  • Prevedere attività di recupero per gli alunni in difficoltà.
  • Aumentare la condivisione e la collaborazione tra docenti attraverso la riflessione comune sulle pratiche didattiche.
  • Definire strumenti operativi attraverso cui rendere omogenei i criteri e i parametri di valutazione all’interno della Scuola.
  • Rilevare i punti di forza e di debolezza risultanti dagli esiti delle prove comuni per progettare azioni di miglioramento del coordinamento metodologico/didattico dei docenti, mediante un percorso di ricerca azione su metodologie e strategie didattiche innovative.
  • Raccogliere dati comparati sui livelli di apprendimento raggiunti dagli alunni nelle classi e tra le classi e progettare moduli di consolidamento/approfondimento che attivino processi cognitivi adeguati alla formazione/acquisizione di competenze.
Attività previste
  • Strutturazione e socializzazione di prove di verifica comuni con appropriate griglie di valutazione.
  • Somministrazione delle prove in contemporanea per classi parallele.
  • Valutazione e analisi dei risultati.
  • Comparazione esiti tra il primo e il secondo quadrimestre.
  • Pianificazione di misure di intervento correttive dall’analisi dei punti di criticità emersi.
  • Condivisione dei risultati nei consigli di classe, in sede di Collegio ed inserimento degli stessi nel Repository della scuola.
Strutturazione della prova
  1. La prova mira a valutare il raggiungimento degli apprendimenti e delle competenze monitorandone l’andamento nella prospettiva di garantire equità degli esiti.
  2. La prova è strutturata con domande chiuse a scelta multipla, a risposta aperta, del tipo vero/falso, a completamento, per corrispondenze, testo da comprendere/interpretare, grafico, problema, ecc..
Modalità organizzativa (varia da scuola a scuola)
La prova, elaborata dai docenti dei dipartimenti di italiano e matematica, verrà somministrata nella stessa giornata per tutte le classi parallele e alla presenza del docente in orario; la durata della stessa sarà di 75 minuti; alla correzione provvederanno i docenti delle discipline interessate utilizzando criteri di valutazione comuni.
Report dei risultati emersi, eventuale modifica di miglioramento del progetto attraverso la formulazione di interventi strategici.

Risultati attesi
  • Condivisione della progettazione didattica e di un sistema di valutazione comune.
  • Miglioramento della media dei risultati nella valutazione finale.
  • Acquisizione di un metodo di studio autonomo.
  • Acquisizione di competenze disciplinari e interdisciplinari.
  • Gestione delle emozioni e controllo delle stesse nel rispetto dei tempi.
  • Traguardi delle competenze.

giovedì 1 febbraio 2018

In questa dispensa, si presentano quindici giochi di prestigio, basati su ragionamenti matematici, tutti di facile esecuzione e di sorprendente effetto. Ciascuno di essi è corredato da indicazioni chiare e dettagliate, sia per poter essere esegui to correttamente, sia per analizzare il meccanismo matematico, su cui è costruito.
I giochi selezionati possono essere proposti semplicemente per stupire un pubblico di amici, ma si prestano anche ad assumere la funzione di intriganti enigmi matematici, se si invitano gli spettatori a scoprire i trucchi su cui si basano. Questi, in un’operazione del genere, dovrebbero essere motivati a impegnarsi, indipendentemente dal proprio grado di conoscenza della materia, spinti dall’innata attrazione verso tutto ciò che appare magico, unita all’istintivo desiderio di voler svelare il mistero. Tra l’altro, dovrebbero essere indotti a collegare i concetti teorici con l’esperienza reale, trovandosi di fronte alla necessità di interpretare in chiave matematica ogni singola azione a cui hanno assistito. 
I principali concetti matematici che sono alla base dei giochi proposti, sono stati classificati nel seguente modo: 
– calcolo algebrico : semplici regole di algebra elementare, la cui applicazione consente di ricavare agevolmente delle informazioni che, ragionando solo a mente, sarebbe molto difficile ottenere; 
– numerazione in base 10 : proprietà legate all’attuale rappresentazione numerica, che possono risultare piuttosto sorprendenti, perché abitualmente vengono applicate in forma meccanica; 
– numerazione in base 2 : proprietà legate alla rappresentazione numerica binaria, non di comune conoscenza (ma di facile e rapido apprendimento); 
– control lo di parità : potenzialità offerte da un potente strumento di indagine matematica, basato sulla caratteristica dei numeri interi di poter essere o pari o dispari; 
– aritmetica modulare : proprietà riguardanti gli insiemi di numeri interi che generano lo ste sso resto, se divisi per un determinato numero intero N (detto modulo) . 

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